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Imballi e ambiente

Sapete di cosa sono fatti i nostri imballi primari?

Polipropilene, ossia plastica. Si tratta di due sottilissimi strati di plastica attaccati tra di loro. 

Si tratta di imballi completamente riciclabili, in quanto formati da due strati dello stesso materiale.

Perché questa scelta?

Abbiamo valutato a lungo se passare a degli imballi compostabili e vorremmo spiegarvi le ragioni per cui abbiamo deciso che non era ancora il momento.

Sicurezza alimentare

Al primo posto nella lista delle priorità, abbiamo messo e continueremo a mettere sempre la sicurezza alimentare dei nostri prodotti. Gli imballi servono per proteggere il cibo che noi ed i nostri figli mangiamo e devono garantire che questo non possa venire in contatto con contaminanti vari, mettendone a rischio la sicurezza. Un buon imballo non fa entrare umidità che farebbe diventare le gallette molli e, più in generale, non consente uno scambio tra interno ed esterno.

Avete mai provato a far scoppiare i nostri pacchetti come facevamo da piccoli con le merendine? Ecco, provateci.

Non sentirete odore di galletta uscire dalle nostre confezioni e potrete farle scoppiare. Questo è garanzia del fatto che le nostre gallette non hanno scambi con l’esterno finché non le aprite. 

Non è una scelta comune nel mercato delle gallette.

Abbiamo fatto centinaia di test con imballi compostabili differenti provenienti da tutta Europa e anche alcuni al di fuori e non abbiamo avuto la stessa garanzia di sicurezza se non in pochissimi casi, con tuttavia un peso quadruplicato dell’imballo stesso.

Mancanza di regole condivise

Lo sapete anche voi, ogni città fa la raccolta differenziata alla sua maniera. Ora, ingrandite il vostro radar di osservazione a coprire l’intera Europa. 

Ad oggi non esiste ancora una legge europea univoca che detti le regole su quali prerogative debba avere un imballo compostabile per essere tale. Esistono certificazioni private con regole molto diverse da Paese a Paese.

Per poter cambiare materiali ed essere sicuri di ciò che produciamo e vendiamo, vogliamo regole chiare e condivise. 

Le stesse regole invece esistono sugli imballi plastici.

Sapevate che prodotti alimentari non possono essere confezionati con plastiche riciclate a meno che non siano vergini (ossia sfridi di produzione di altre plastiche)?

E sapevate che esistono analisi (che noi facciamo) e limiti di legge per valutare eventuali contaminanti fatti passare da questi materiali sui prodotti che contengono? 

Costi importanti

In generale un imballo compostabile costa più di 6 volte il suo equivalente plastico.

Davvero comprereste una galletta che costa 0,50 € in più per via dell’imballo? 

Probabilmente su un prodotto il cui costo complessivo è più alto, l’impatto economico non è così alto, ma sui nostri prodotti…

Responsabilità

Infine, in Oryza sogniamo un mondo in cui tutti si responsabilizzino per renderlo migliore.

Un imballo compostabile nell’ambiente si deteriora completamente (non è del tutto vero, vi invito ad approfondire la differenza tra compostabile industriale e compostabile a casa), ma vogliamo davvero buttarlo in quella caletta con il mare così azzurro o lasciarlo sul quel sentiero di montagna così remoto? Noi crediamo fermamente no. 

Esistono comportamenti responsabili e comportamenti (auto)distruttivi.

Gettare i propri rifiuti o portarli a casa con sé quando non esistono raccoglitori, è un atto di civiltà ed intelligenza. Dividerli a seconda del materiale, così da farli passare ad una nuova vita è una necessità per il futuro di tutti.

Noi continueremo ad impegnarci nello sperimentare nuovi imballi, ma voi, impegnatevi a riciclare. Sempre. Qualunque cosa.

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